canti dal tamburo

Sono i primi giorni di febbraio 2026.
Qualcosa di potente si sta muovendo dentro di me.
Qualcosa che già mi ha fatto visita in questi anni di cammino con il Tamburo: la sfiducia nei passi al suo fianco.
Eh sì… non è la prima volta che dubito della mia missione in questa vita.
Non è facile riconoscerlo, anche quando lo sento chiaramente, ma a volte accadono cose che mi fanno smarrire nel buio.
È un periodo di immensa profondità, e dura da tempo.
È come essere sprofondato nell’abisso più oscuro, fluttuando dove l’acqua è gelida, dove creature ignote si muovono e fanno paura.
E così, una sera, il Tamburo mi chiama.
Sento che qualcosa di forte sta per emergere.
Accendo il registratore.
Il fuoco nella stufa scoppietta e accompagna ogni battito, come se fosse sempre stato lì.
Dopo pochi colpi, una voce si fa viva dentro di me.
La lascio uscire senza sforzo.
Seguo il sentiero che si apre ad ogni battito, senza pensiero.
E cado in uno spazio di cui non conosco le mura né i confini.
Mi lascio trasportare, come acqua che scorre nella roccia e scava grotte nel ventre della Terra.
Quando riemergo e il canto finisce, non ricordo nulla.
Nessuna nota, nessuna melodia.
È come aver fatto un viaggio di cui non resta memoria.
L’unica sensazione forte è quella di aver toccato un tempo in cui il sacro ancora non esisteva…
e il Tamburo suonava per sua natura, tra uomini, donne e bambini attorno al fuoco.
Questo accade otto volte.
Ogni volta la stessa sensazione.
Le melodie cambiano, il corpo si allinea a memorie così antiche da confondersi tra loro, come se non esistesse un prima e un dopo.
Solo il Tamburo e il canto.
Ho riascoltato queste registrazioni decine di volte.
Ogni volta è come rientrare in quello spazio.
E mai, nemmeno una volta, sono riuscito a ricordare una melodia.
È come se si cancellassero.
Come se potessero esistere solo lì.
Il viaggio dentro questi Canti mi ha riportato sulla via della fiducia nel mio cammino con il Tamburo.
Un cammino che oggi mi chiede pazienza, presenza, e la capacità di aprire un nuovo spazio di relazione.
inizia il loro viaggio nel mondo
Ho sentito chiaramente che questi Canti non possono rimanere chiusi nel mio computer.
Devono andare dove saranno accolti e ascoltati.
Così ho deciso di renderli pubblici.
A fine marzo sono andato a trovare Carlo Figus, caro amico e produttore della Sardinia Proud Action, con cui avevo già lavorato al mio primo progetto musicale (AbbA de Amore).
Abbiamo ascoltato insieme tutti i Canti.
In studio sono emersi suoni che si percepiscono chiaramente… ma che non risultano esistere.
Il software di analisi non rileva alcune frequenze, eppure sono presenti.
A parte una leggera pulizia dei rumori di fondo, non abbiamo modificato altro.
Abbiamo scelto di lasciare tutto:
lo scoppiettio del fuoco, i cani che abbaiano, i gatti che miagolano o starnutiscono.
Fanno parte del contesto.
Fanno parte del viaggio.
Canti dal Tamburo è il titolo di questa raccolta.
Quel “dal” indica una provenienza, almeno per ciò che sento:
come se il Tamburo fosse un trasmettitore, un portale verso altri mondi.
Sulle piattaforme digitali il titolo sarà in inglese:
“Chants from the Drum”.
medicina pura
I Canti non hanno titolo.
Non c’è motivo che lo abbiano.
Sta a ciascuno ascoltare ciò che si muove dentro di sé
E sono certo, certissimo che si muove tanto.
Per questo, se lo senti, ti invito a condividere con me la tua esperienza, mi interessa sapere se ciò che vivo io risuona anche in te, o se emergono percorsi diversi.
Nel profondo sento che quanto emerge dall’immersione in questi canti possa essere una vera e propria medicina, potergli dare valore attraverso la condivisione è importante per ciò che vivo nel mio cammino al fianco del Tamburo.
Scrivimi la tua esperienza a: info@ivanobecciunaiely.com
Ogni mese un canto
Ogni mese uscirà un Canto, sempre lo stesso giorno: il 22 alle ore 11:11 a.m. del tuo fuso orario, su tutte le piattaforme digitali.
Chi invece è iscritto alla newsletter ha la possibilità di ascoltarlo in anteprima ogni 20 del mese, sempre alle ore 11:11 a.m.
Quindi se già non fai parte della grande famiglia che cammina la Via del Tamburo qui, iscriviti dal modulo sottostante, riceverai tutte le novità via mail e potremo condividerci in forma più personale e diretta.
Una raccomandazione:
evita l’ascolto alla guida o durante attività che richiedono particolare attenzione.
Concediti uno spazio sicuro, protetto.
E, se possibile, ascoltalo in cuffia.
Non mi resta che augurarti buon viaggio.
Con immensa gratitudine,
Ivano Becciu Naiely
Canto I
Canto II
Canto III
Canto IV

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