“Ciò che è essenziale, ciò che chiediamo tutti è il battito del cuore.”
A.Jodorowsky
naïf ‹naìf› agg. e s. m. e f., fr. [lat. natīvus «nativo»]– Ingenuo, schietto, primitivo, usato soprattutto nell’espressione arte naïf, forma d’arte pittorica i cui precedenti sono da ricercare nei pittori primitivi americani e nelle opere di Rousseau il Doganiere; priva di legami immediati con il mondo accademico e culturale, l’arte naïf è stata ed è praticata da pittori non professionisti, autodidatti (detti anche «neo-primitivi» o «primitivi del 20° secolo»), i quali tendono a rappresentare con semplicità e candore aspetti comuni della vita quotidiana che si trasforma in una visione poetica e magica della realtà: Nel linguaggio com., per estens., è sinonimo di ingenuo, semplice, genuino: gusto n.; è un tipo piuttosto naïf. (Fonte: Treccani)
“Cuore alla ricerca dell’Amore”, già dal titolo ha un sapore Naif (non aggiungerò nulla su questo, potete leggere la definizione qui sopra), che agli adulti potrebbe far storcere il naso, travolti da due parole che fanno rima tra loro e che parlano – udite, udite! – di sentimenti, e per di più di quelli buoni, caramellati, che fanno male ai denti!
E invece Alice e Ivano, quando hanno dovuto scegliere se indirizzare questa piccola grande storia ai bambini o agli adulti, hanno scelto di indirizzarla agli adulti. O per meglio dire: ai bambini dentro gli adulti.
Perché, suvvia, alzi la mano chi, nei momenti di gioia profonda o d’immenso dolore, a qualsiasi età, non si sente come quando aveva cinque anni.
In un momento storico in cui si sta cercando di rimediare agli errori del passato e guardare a un futuro migliore, io credo che questa storia faccia bene agli adulti, al loro bambino interiore e anche ai bambini, ai quali spero gli adulti leggano questa favola, per spiegarla e spiegarsela. Abbiamo tutti bisogno di sogni, e di poesia, per immaginare un mondo migliore.
È importante uscire fuori dalla gabbia in cui ci siamo auto-rinchiusi, spostare i nostri confini, sia esteriori che interiori, osservare, osservarsi, accettarsi, amarsi e proiettare questo percorso fuori di noi per promuovere il cambiamento.
Ecco, guardate questo piccolo cuore verde, illustrato in maniera così semplice – ma efficace – da Alice, leggete questa fiaba e poi… ditemi se non è vero, quello che dice. Ditemi che non vi risuona, dentro, nel cuore, nella pancia. Provateci! E ora, buona lettura.
Dalla prefazione a cura di Carla Marcialis
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