PERCHE’ SUONARE UN TAMBURO OGGI: LA CHIAMATA

Ci fu un tempo in cui l’Umanità era pienamente connessa ai cicli della Natura, un tempo nel quale ogni movimento era contemplato come parte integrante dello stare nel mondo, dove l’osservazione dei fenomeni che oggi riconosciamo come normali, talvolta banali, avevano un valore che vanno al di là della nostra immaginazione.

Era un tempo in cui le percezioni sensoriali erano molto più sviluppate di oggi, in cui la comunicazione verbale non era la prima forma comunicativa.
L’udito poteva percepire suoni invisibili, l’occhio poteva vedere oltre la materia, l’olfatto poteva annusare sfumature sottilissime, la pelle poteva risuonare alle frequenze dense della Terra.

Il Cuore era profondamente connesso con l’inesorabile pulsare di Madre Terra e Padre Cielo, ogni battito era in perfetta armonia con il Creato, e con ciò che lo circondava.

A quel tempo il Tamburo era uno strumento che univa non solamente i cuori di tutti gli uomini e le donne, di tutte le creature del pianeta, ma gettava un ponte tra Cielo e Terra.

Nelle profonde grotte d’Europa e nel resto del mondo, le tracce del tempo antico sono rimaste intonse per decine di migliaia di anni, restituendoci un immaginario che è solo una briciola di quella profonda connessione.

Antropologi, archeologi e storici hanno provato, e continuano a provare, a portarci una visione di quel tempo, attraverso nozioni basate su studi scientifici e su intuizioni, che spesso non ne prendono in considerazione l’Essenza.

Ci arrivano quindi immagini incomplete ma che acquisiscono un grandissimo valore se noi, con la nostra volontà e sensibilità ci aggiungiamo la parte mancante: la Pratica.

Ritrovare la via verso quella connessione non è certo facile, ma neanche impossibile, anzi proprio in questi ultimi anni la Chiamata al Tamburo si sta facendo sempre più viva e vibrante. 
E’ vero, spesso facciamo fatica a concederci questo spazio sacro, e così, tra una cosa e un’altra, rimaniamo con la curiosità, con l’acquolina in bocca, che alla fine inghiottiamo, e rimaniamo a bocca asciutta.

E’ una chiamata che vibra in silenzio, che non fa rumore, ma che suona le corde alte dell’Anima.
E’ strana perché non si capisce dove vuole portarti, cosa vuole indicare e non dà istruzioni di sorta.

Chiede Ascolto profondo e Spazio, dove quel silenzio si possa manifestare nella sua più alta manifestazione, un Battito costante e armonioso, dolce, suadente.
Chi l’ha sentita sa di cosa sto parlando.

Ma il dubbio rimane, cosa me ne faccio di questo Battito?

Chi ha il Tamburo come Alleato sa bene quanto sia la Chiave per aprire la Porta del Cuore, tra il Dentro e il Fuori, tra l’Alto e il Basso, tra il Cuore di Oggi e quello di Ieri.

Ciò che questa Chiamata ci sta invitando a fare è riconnetterci a quel Battito, stare, vibrare con lui, scendere in quell’abisso di silenzio per trovare la musica più bella mai udita prima.

Così ogni cosa prende il suo posto, ogni dolore viene riconosciuto e si dissolve, ogni volontà dell’ego si scioglie e viene inghiottita dalla Terra, non rimane che l’unica forza capace di modellare l’universo insieme a te che la accogli, che la vibri, che la manifesti, compiendo il Miracolo. Mettiamo così le fondamenta del Nuovo Mondo, un presente e un futuro profondamente connessi con il Tempo Antico.

Fare questo incontro è possibile, richiede la tua volontà, il tuo Si pieno alla Chiamata. 
Il tuo Cuore batte, il Tamburo è al tuo fianco, il Fuoco è acceso e l’Acqua riflette la sua luce, il Cielo e la Terra ascoltano la tua Preghiera.

Ecco perché oggi il Tamburo ci chiede Ascolto, ci chiede di tornare a lui, perché lui è quel Ponte antico che conosce l’Origine, era presente, sa.

Per giungere a questo però, ci è richiesto di spogliarci, di incontrare noi stessi, di entrare in sintonia, di conoscerci a fondo, tanto da aprire quella porta e varcare la soglia, stendere il filo rosso verso quelle grotte profonde dipinte di presenza, per poi tornare indietro e continuare la vita di tutti i giorni, trasformati.

Sei pronta, sei pronto, a metterti al servizio del Nuovo Mondo?


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